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Recruiting in ambito IT: tutto ciò che devi sapere

16 ottobre, 2020    |     Team R-everse

Scopri velocemente quanto è digitalizzato il tuo business e come ottenere i benefit che il digital ti offre: comincia ora il quiz di 2 minuti.

In piena Digital Transformation non esistono più aziende che possano permettersi di trascurare l’IT Governance

Con questo termine si indicano tutti quei processi finalizzati a gestire i sistemi informatici di un’azienda.  L’IT Governance è solamente una delle branche della più ampia Corporate Governance, ma possiamo certamente dire che i responsabili dell’Information Technology stanno scalando anno dopo anno le gerarchie all’interno delle imprese, diventando sempre più insostituibili.

I motivi di questo cambiamento sono due: 

  • la progressiva informatizzazione di tutti i settori del business;
  • la mancanza di competenze informatiche specializzate per il fabbisogno lavorativo attuale in quasi tutti i paesi del mondo. 

  1. Ruoli dell’IT: come districarsi tra mille nuove professioni
  2. Scenari della Digital Trasformation: capiamo il contesto in cui ci muoviamo
  3. IT e Digitalizzazione: la nuova normalità
  4. Hackaton e Bootcamp: cosa sono e a cosa servono
  5. IT e certificazioni: perché sono così importanti
  6. Valutare le competenze IT per l’HR

Il recruiting in ambito IT sta diventando un’attività strategica fondamentale per tutte le aziende, dalle piccole alle grandi, e una missione impegnativa per i responsabili HR. La selezione di queste figure è ormai rilevante e cruciale per la sopravvivenza di ogni business, ma non è sempre facile, anzi, sono molte le difficoltà  che si incontrano quando si vuole ingaggiare uno specialista IT: dall’azienda che non sa quali esigenze IT deve soddisfare, all’HR che non parla la stessa lingua, senza dimenticare la concorrenza spietata, visto che oggi gli IT sono le figure più richieste sul mercato.

 

1. Ruoli dell’IT: come districarsi tra mille nuove professioni

Il mondo dell’IT è vasto e le figure che si occupano dell’Information Technology sono variegate: dal sistemista che si occupa della gestione e manutenzione dei dispositivi aziendali al CEO di un’azienda dall’anima digitale. I ruoli, insomma, sono tanti non solo per la gerarchia, ma anche per gli ambiti in cui gli specialisti IT sono diventati essenziali.

Vediamone insieme qualcuno:

  • Computer Support: si supportano gli utenti e le organizzazioni, testando e valutando i sistemi di rete e garantendo che le operazioni quotidiane funzionino; inoltre, gli IT possono occuparsi del customer service, aiutando le persone con i loro problemi di computer. Alcune figure sono l’Help Desk Technician, l’IT Support Manager, l’IT Systems Administrator, il Custom Support Specialist.
  • Database: gli IT aiutano a conservare e organizzare i dati di aziende e/o clienti, proteggendoli dagli utenti non autorizzati. I Database Administrator, i Data Quality Manager o i Data Center Support Specialist lavorano per aziende che forniscono servizi di computer design o per organizzazioni con grandi database.
  • Information Security: strettamente correlati al lavoro del Database Administrator, gli Information Security Analyst o i Security Specialist si occupano di difendere la rete di computer e i sistemi informatici di un'organizzazione, pianificando una serie di misure di sicurezza, come l'installazione e l'utilizzo di software, e simulando attacchi informatici per testare i sistemi. 
  • Software Application: gli IT progettano, eseguono e testano vari programmi informatici e applicazioni. Gli sviluppatori hanno solitamente forti skill nel programming e creano nuove app e soluzioni di coding. I ruoli in questo ambiti sono numerosi: System Architect, Software Engineer, Senior Programmer, Java Developer, Computer Programmer, Developer e altri ancora.
  • Web: riguarda il mondo della progettazione, creazione e gestione dei siti web. Gli IT sono responsabili del mantenimento di un sito web che sia user-friendly e stabile e che offra le funzionalità necessarie per le esigenze del cliente. Front End Developer, Web Administrator e Webmaster sono tra i responsabili di questo settore.
  • Cloud Computer: i Cloud Architect, i Cloud Service Developer, i Cloud System Administrator (e altri) si occupano di definire, progettare, costruire e mantenere sistemi e soluzioni sfruttando sistemi e infrastrutture gestiti da un cloud provider come Amazon Web Services (AWS) e Microsoft Azure.
  • Information Technology Leadership: l’unione tra grandi capacità manageriali e un forte background tecnologico è alla base di ruoli come CTO (Chief Technology Officer), CIO (Chief Information Officer), IT Manager o Director of Technology. In generale, si occupano di gestire i progetti, avere una visione d’insieme del business aziendale e saper gestire tempo e risorse.

 

2. Scenari della Digital Trasformation: capiamo il contesto in cui ci muoviamo

Negli ultimi anni, il tema della Digital Transformation è uno dei più discussi nel mondo del business. Sebbene sia difficile dare una definizione univoca, con Digital Transformation si intendono tutti quei processi che portano innovazione nelle aziende, ma anche nella pubblica amministrazione e nelle organizzazioni. Con la digitalizzazione dei processi si cerca di raggiungere una maggiore operatività, una maggiore efficienza e la riduzione dei costi. Com’è possibile farlo? L’automazione dei processi permette, per esempio, di tagliare i task non strategici e di ridurre il margine d’errore dei lavori di routine; la virtualizzazione permette di gestire il lavoro da remoto e di avere tutto alla portata di tutti; la dematerializzazione ha portato a una semplificazione dei processi, che diventano così gestibili in qualsiasi momento, da qualsiasi luogo. Tutto questo, e altro ancora, rientra in quella che comunemente viene chiamata digitalizzazione.

Iniziare un processo di Digital Transformation significa innanzitutto cambiare mentalità: non bisogna solo cambiare i sistemi, ma riorganizzare il lavoro e rivoluzionare il modo di pensare e raggiungere gli obiettivi, comportando un impegno per l’azienda ma anche per i dipendenti. Si tratta di un processo lungo e complesso che ha bisogno di una pianificazione strategica attenta e paziente: e se da una parte è necessario coinvolgere tutta l’azienda, dall’altra è necessario anche acquisire delle competenze diverse da quelle tradizionali, proprio per soddisfare il bisogno del cambiamento tecnologico. Ormai tutti i business, chi più e chi meno, hanno digitalizzato parte o tutti i processi: basti pensare a quanti brand hanno aperto un e-commerce per sopravvivere. Ed è qui che entra in gioco l’IT.


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3. IT e Digitalizzazione: la nuova normalità

La digitalizzazione a cui stiamo assistendo ha portato un cambiamento del ruolo dell’IT nel mondo del business: se prima la  gestione dell’infrastruttura IT poteva essere affidata a un dipendente particolarmente ferrato in informatica, appoggiandosi periodicamente a dei consulenti esterni per la risoluzione dei problemi più complicati, ora almeno una figura IT in azienda è un must-have. La complessità a cui la Digital Transformation espone tutti i tipi di business obbliga le imprese a dotarsi di un reparto IT che si occupi di mantenere il sistema delle infrastrutture tecnologiche pienamente funzionante, efficace e sicuro; solo così si può garantire la produttività di qualsiasi azienda ed evitare sprechi di risorse e di tempo, veri e propri blocchi e, in certi casi, falle di sistema.

Sicuramente il mondo digitalizzato sta ampliando le competenze e gli ambiti in cui una figura IT è richiesta: tra i ruoli sempre più ricercati rientrano gli AI Architect, i Cloud Architect e i Data Engineer.

In effetti, i due ambiti in cui le competenze IT sono maggiormente richieste sono quelli del Machine Learning e dell’intelligenza artificiale che, se ben guidati, sono in grado di: 

  • automatizzare l’intera gestione aziendale; 
  • creare nuovi canali di condivisione e vendita; 
  • raccogliere, elaborare e sincronizzare dati per la gestione dei cicli produttivi; 

Diventa chiaro, dunque, come un reparto IT di un’azienda comprenda ormai ambiti differenti di impiego e specifiche competenze, non assimilabili in un unica persona o in un sapere standardizzato. E soprattutto, di un elenco di professionalità in continuo aggiornamento. Con i cambiamenti digitali che stanno avvenendo nelle aziende, il ruolo dell’IT è sempre più ambiguo: non è raro, per esempio, sentire la domanda: “Ma cosa fa un IT?” o semplicemente non saper più distinguere quali richieste inoltrare allo specialista.

Questa confusione nei confronti dell’IT non si limita solo nelle dinamiche interne all’azienda, ma anche e soprattutto nel recruiting di talenti IT. Molto spesso i manager non hanno molte conoscenze, o conoscenze aggiornate, nel mondo IT, dunque non sanno quale figura specifica ricercare per le esigenze dell’azienda, come valutarne le competenze e come ingaggiarla. In tutto ciò, con il fenomeno della digitalizzazione che ha invaso ogni settore, tutti i business hanno bisogno di figure IT: richiestissime, al giorno d’oggi la domanda di specialisti è ben superiore all’offerta.

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4. Hackaton e Bootcamp: cosa sono e a cosa servono

Uno dei modi più strategici per ingaggiare i talenti IT è organizzare eventi specifici, tipo gli Hackathon. L'Hackathon (dalla crasi tra hack, programmare velocemente un codice, e marathon, maratona) è un evento organizzato da una compagnia tech o un’organizzazione in cui i partecipanti, solitamente programmatori o software designer, si riuniscono per lavorare in poco tempo a un progetto collaborativo. Solitamente, il loro obiettivo è creare un’applicazione software, web o mobile app, entro la fine dell'evento. I vantaggi per partecipare a eventi del genere sono numerosi:

  • la presenza di speaker autorevoli;
  • i workshop formativi;
  • la possibilità di fare networking con altri programmatori, ma anche con esperti o mentori e aziende;
  • il premio finale, destinato al/i vincitore/i della gara.

Per le aziende, attraverso gli hackathon è possibile individuare nuovi talenti e vederli all’opera sul campo: non si valutano solo le hard skill, ma anche le capacità di problem solving, di time management e di lavorare in team. Inoltre, questi eventi sono l’ideale per aumentare l’Employer Branding tramite una candidate experience unica nel suo genere.

Altri eventi interessanti nell’ambito IT sono i Bootcamp, letteralmente “campo di addestramento”; nati in America, si stanno facendo strada anche in Europa. I Bootcamp sono dei corsi intensivi e dei percorsi di formazione di programmazione, in cui alla teoria si unisce la pratica. Solitamente associati ad attività di coding, hanno una durata di pochi mesi e permettono di iniziare una carriera come sviluppatore di software. Gli scettici ovviamente non mancano, chiedendosi come sia possibile, senza una laurea specifica, entrare nel mondo dello sviluppo dei software in così poco tempo, ma questa tendenza continua a crescere e il mondo della programmazione e del coding continua ad attrarre sempre più persone, comprese le donne, tendenzialmente escluse da queste carriere.

 

5. IT e certificazioni: perché sono così importanti

Nel mondo IT è essenziale essere sempre aggiornati, ecco perché le certificazioni hanno un ruolo importantissimo per gli specialisti del settore. Sono un po’ come le stellette sulle divise degli ufficiali, indicano il grado di expertise di uno specialista. Ogni piattaforma costruisce dei livelli di certificazione per fidelizzare all’uso del suo software: solo seguendo i percorsi di formazione e superando poi l’esame finale è possibile ricevere la certificazione tecnica. Tra le certificazioni più richieste e più conosciute, rientrano quelle di Cisco, Google e Microsoft, ma la lista è lunga, dettagliata e tecnica. Per ogni release di un software, esiste una nuova certificazione da ottenere, e una formazione in costante aggiornamento implica un investimento importante per tutti gli specialisti. Per questo, molte aziende possono usare le certificazioni come incentivi o bonus per i propri dipendenti e i neoassunti del settore.

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6. Valutare le competenze IT per l’HR

Da tutto quello che abbiamo detto finora, possiamo riassumere che:

  • L’ondata della digital transformation ha travolto ogni tipo di business, di ogni dimensione;
  • Per cavalcare quest’onda c’è bisogno di figure IT;
  • Le figure IT, che servono a tutti, sono difficili da trovare e ingaggiare.

Per i responsabili HR si tratta di una sfida impegnativa: non solo la concorrenza con le altre aziende è spietata, ma spesso, in sede di colloquio, capita di non saper parlare la stessa lingua di uno specialista IT e, di conseguenza, lasciarselo sfuggire. Ci sono due problemi di fondo nel rapporto “conflittuale” tra HR e IT: il primo riguarda il fatto che l’HR deve accettare il fatto che non si tratta di un colloquio a senso unico, ma anzi, è quasi l’azienda a essere messa sotto esame dall’IT. Il secondo riguarda il metodo di comunicazione del responsabile HR nei confronti degli informatici, e ci concentreremo su quest’ultimo punto. Prima però bisogna ribadire un concetto spesso sottovalutato: non è il responsabile delle risorse umane che deve valutare le competenze tecniche dello specialista IT. Sarebbe un lavoro poco accurato e rappresenterebbe una perdita di tempo sia per il candidato, che più di altri nota l’impreparazione del suo intervistatore, che per l’HR che si troverebbe in grossa difficoltà a tenere il passo con le nozioni iper-tecniche di uno specialista.

Bisogna trovare un terreno comune in cui dialogare: saper evidenziare le caratteristiche del ruolo e dell’azienda che uno specialista IT considera interessanti, o addirittura fondamentali, per lavorare in un nuovo ambiente. Dunque, come attrarre i talenti IT e convincerli a lavorare per la tua azienda?

  • Scrivi una job description accattivante, concentrata di più sui progetti da affrontare, le tecnologie e le metodologie utilizzate, sul team di affiancamento e meno sui desiderata dell’azienda;
  • Non sottoporre test tecnici della durata di 4/8 ore ancora prima che il candidato abbia conosciuto di persona la realtà aziendale per cui dovrà affrontare il progetto di prova;
  • Durante un primo colloquio fatti affiancare da una figura specializzata che sappia spiegare nel tecnico, e con entusiasmo, il progetto aziendale;
  • Fai sapere che il team IT è certificato, informati sui programmi, i software, le tecnologie che vengono utilizzate nel reparto: questo tipo di informazioni sono basilari per un IT che avrà una visione chiara e concreta di come e con chi andrà a lavorare;
  • Insisti sulla formazione, dai la possibilità di certificarsi come benefit o reward aziendale;
  • Promuovi un’immagine di azienda digitalizzata, elencando benefici che piacciono molto agli specialisti IT, come la possibilità di remote working;
  • Sii veloce: le figure IT, come abbiamo già detto, sono richiestissime e bisogna cercare di far passare meno tempo possibile dalla ricezione del CV all’invio della proposta.

Se siete arrivati fino a qui nella lettura ti sarai reso conto che il mondo IT di oggi è in costante mutazione. La professione che prima veniva svolta da una serie di esperti informatici oggi è un vero e proprio lavoro di team, con compiti apicali per il futuro di una qualsiasi organizzazione.  

La domanda di ingegneri informatici, sistemisti, programmatori, developer, data scientist, front-end è in costante aumento, ed è l’unica ad aver sempre registrato trend di crescita, indipendentemente dalle crisi economiche. Il capitale umano oltretutto scarseggia: il Digital Skills & Job Coalition, programma europeo per lo sviluppo di competenze informatiche, stima che entro la fine di quest’anno saranno 825.000 le possibili offerte di lavoro che rimarranno vacanti nel Vecchio Continente.

Ecco perché le strategie di recruiting HR per possibili talenti ad alta specializzazione tecnologica si sono notevolmente evolute in questi ultimi anni. In R-everse, ad esempio, crediamo fortemente nella relazione umana, nell’innovazione tecnologica e nel talento, evitando copiose perdite di tempo e colloqui inutili sia alle aziende che ai professionisti.

Questo attraverso due processi: 

  1. affiancando al recruiter durante la selezione del personale uno specialista esterno, che chiamiamo Scout. Sappiamo infatti che un recruiter, per quanto preparato, non possiederà mai tutte le conoscenze necessarie alla selezione di una risorsa specializzata in un settore complesso come quello dell’Information Technology. Parlare la stessa lingua in ambito di selezione è estremamente gratificante e essenziale per non deludere le attese, del professionista e dell’azienda stessa; 
  2. Allo stesso tempo, sfruttiamo gli evoluti software digitali presenti sul mercato per immagazzinare informazioni, elaborare trend di settore, dare vita a preziose strategie personalizzate sulla realtà aziendale specifica, sulla base dei dati elaborati proprio dalle risposte dei candidati. 

Come puoi vedere noi, come tante altre realtà, abbiamo spinto il tradizionale ruolo dell’HR verso un’evoluzione dallo stampo tecnologico. L’unica vera ricetta oggi per poter attrarre talenti ICT e così fare crescere la tua azienda. 

   


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Topics: HR Tech, HR vs Azienda

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