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Donne e informatica: un match che non funziona?

ottobre 16, 2019    |     Team R-everse

Donne e informatica: un match che non funziona?

Abbiamo intervistato le ragazze che lavorano nell'IT per capire cosa le ha portate a fare questa scelta, e che futuro vedono per le loro colleghe più giovani in questo settore.

"Quando ho iniziato ad interessarmi al codice trovavo rassicurante che il risultato fosse semplicemente "funziona/non funziona". Ho imparato successivamente che programmare è molto più di questo, e che anche il codice ha una sua qualità e bellezza."

Il rapporto tra le donne e l'informatica è qualcosa che non si può riassumere con qualche grafico, ma che va considerato in un discorso più ampio che coinvolge interessanti dinamiche sociali.

Infatti agli albori dell'informatica erano proprio le donne la base operativa su cui si contava per il funzionamento delle prime macchine. Ma poi è successo qualcosa che le ha allontanate drasticamente da tutto ciò che riguarda un computer.

I numeri che si leggono spesso sulla stampa sono allarmanti: si parla di sole 10 ragazze su 100 studenti di materie informatiche, e il trend non pare migliorare. Le ragazze sembrano in generale molto meno interessate dei maschi a tutto ciò che riguarda il coding e il software:

 

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Sono molte le iniziative che provano a sensibilizzare le giovanissime: corsi di formazione dedicati, giornate come il Girls in ICT Day, summer camp, gruppi di studio e di lavoro, ecc. E la nascente innovazione dell'intelligenza artificiale sta appassionando molti giovanissimi (maschi).

E le ragazze? Ecco cosa ne pensano!

 

L'indagine

Abbiamo condotto un'indagine qualitativa (ovvero su un campione ristretto di partecipanti ma che è stato intervistato in profondità con molte domande) e questo è quello che è emerso dalle loro risposte e nel video che trovi a fondo pagina.

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L'informatica è un lavoro creativo

Il 60% delle intervistate ha usato la parola "creatività" per descrivere il suo lavoro. Trovano che scrivere codice sia tutt'altro che monotono o che sia solo tecnico, ma che al contrario l'iniziativa creativa del singolo porti la reale differenza (basandosi su buone conoscenze tecniche ovviamente).

"Trovo che sia un lavoro creativo. Mi piace creare cose, e vederle poi in funzione. E' una cosa che mi dà veramente una soddisfazione grandissima."

"Ho sia un lato tecnico che un lato creativo, il coding è un buon modo per conciliarli entrambi."

 

Trovare la soluzione: ecco cosa ci da soddisfazione

Si sa, le donne hanno sempre una soluzione pratica per ogni problema. E nel coding possono dare libero sfogo a questa loro attitudine.

"Risolvere problemi mi stimola, la sensazione che si ha quando si riesce a raggiungere il risultato cercato è fantastica".

"Uno degli aspetti più importanti della programmazione, a mio parere, è la sfida continua per migliorare l'esperienza dell'utente sul web. Hai un'attitudine al problem solving? Dovresti dare una possibilità al coding."

 

Donne demiurghe: ci piace creare dal nulla

Questa caratteristica delle ragazze informatiche che è emersa dall'intervista può forse sorprendere. Ma la voglia di creare qualcosa dal nulla è emersa in maniera importante.

" Mi piace l'idea di creare anche da zero qualcosa che viene utilizzato da altre persone."

"Mi piace usare la mia logica e il mio cervello per creare qualcosa da 0 che prima non esisteva, se non nella testa dei clienti!"

"Mi piace creare cose, e vederle poi in funzione. E' una cosa che mi dà veramente una soddisfazione grandissima."

"Mi è sempre piaciuto sviluppare e trasformare tutto quello che mi circondava in un modello matematico da poter modellare a mio piacimento."

 

Discriminazione no grazie...

Un certo ottimismo è diffuso, e certamente non sono donne che si arrendono facilmente.

"Se è una cosa che ami, non avrai problemi."

"É una sfida continua poter mostrare le proprie capacità in un mondo maschilista."

"Essere giovane ed essere donna? Sicuramente punti di forza."

 

...ma qualcuna purtroppo la subisce ancora.

Ma non è tutto rose e fiori: alcune ragazze ci hanno raccontato anche di qualche piccola brutta esperienza dovuta alla discriminazione di genere.

"Ci sono commenti sull'abbigliamento, sul non essere abbastanza solari e sorridenti (cosa che non ho MAI sentito dire ad un collega uomo), sull'essere "in quel periodo del mese" per aver difeso una propria idea in riunione. Tutte piccole cose, ma che fanno pensare che un tecnico donna in ufficio abbia anche la seconda funzione di pianta esotica, di quadro appeso che allieta l'ambiente."

"Ho dovuto fare il triplo per dimostrare di non essere stupida"

"Però penso anche che più noi donne ci “lamentiamo” e più questa discriminazione rimanga forte e attuale. Se iniziamo a dare per scontato che valiamo tanto quanto gli uomini (cosa che in effetti è vera), senza farne questioni politiche, allora presto le differenze si livelleranno. Penso anche che le quote rosa siano piuttosto controproducenti: le donne non devono trovare lavoro perché sono in un certo senso “favorite”, ma devono dimostrare di meritarselo. Io voglio giocare alla pari, altrimenti significa proprio che sono “più debole” e non è assolutamente questo che voglio che il mio capo, i miei colleghi o i miei clienti pensino!"

"E' facile che tra reparti interamente maschili si creino dinamiche tossiche paternalistiche. Se la leadership è buona se ne rende conto, altrimenti possono solo peggiorare."

"Avevo un collega cinquantenne, molto bravo, che ho sempre preso di riferimento. Amavo lavorare con lui e l'idea di poter imparare da una mente così brillante. Ci son voluti parecchi mesi e sforzi per fargli mettere da parte i problemi che ha con le donne e convincerlo che lavorare con me poteva essergli utile, soprattutto per crescere a livello personale."

"In una precedente azienda mi era stato riferito che non avevo ottenuto un posto di rilievo perchè alcuni si erano opposti in quando donna."

 

L'unico problema è lo stereotipo

Non sembrano però abbattersi le ragazze, che sono più che consapevoli del valore aggiunto che possono portare, una volta sconfitti gli stereotipi di genere che dipingono l'informatico come un nerd poco accattivante, allontanando quindi le giovanissime dall'approcciare le materie informatiche.

"I developer sono sempre rappresentati come loschi hacker che dialogano con il Matrix"

 

Il futuro chiama

Nel complesso è emerso chiaramente come ci sia assolutamente posto per chiunque abbia voglia di cogliere le sfide attuali e future della tecnologia.

"Il mio ambito aspetta solo l'onda rosa di programmatrici. Credo che le donne abbiano una maggiore 'malleabilità' mentale, capacità di pensiero laterale e di multitasking. Tutte doti eccellenti per programmare."

"La tecnologia è alla base del futuro, quindi c'è posto per tutti!"

"Certamente c'è posto per le ragazze nel mio ambito, siamo in continuo aumento."

"Il mondo IT fortunatamente è in mano ai giovani, meno avvezzi alle discriminazioni di genere o di altro tipo, cosa che invece non si può dire in altri settori."

"Nel mio ambito le ragazze sono un punto di vista molto interessante da tenere in considerazione. Da quello che ho visto le donne vedono qualcosa che gli uomini non vedono, e viceversa. Abbiamo bisogno di entrambi i sessi."

 

Ascolta nel video i racconti di Daniela, Parvaneh e Anna, tre ragazze di età e provenienza diverse che ci hanno raccontato la loro storia.

 

 

 

 

 

 

 

 

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